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Enrico Buemi

 

 

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Legittime le aspettative del personale

In questi giorni è in atto il processo di concertazione per il rinnovo del contratto per il personale del comparto sicurezza-difesa e soccorso. Il confronto tra la Funzione Pubblica e gli organi di rappresentanza del personale in divisa, seppur iniziato nel luglio del 2017, solo negli ultimi giorni ha avuto una forte accelerata al fine di chiudere l’accordo entro il 26 gennaio.

Da parte delle OO.SS. delle forze di polizia e dei Co.Ce.R. non sono mancate le critiche sulle tempistiche, estremamente ritardate, e le modalità di un confronto che sino ad oggi non è mai avvenuto realmente. Nei recenti incontri non si è discusso né delle risorse allocate per il rinnovo del contratto, né delle materie di competenza delle parti quanto di una piattaforma contrattuale o normativa su cui lavorare.

Le tabelle sommarie presentate il 17 gennaio e l’accelerazione nella trattativa imposta dal Governo hanno comportato l’adozione di una posizione di rifiuto anche sull’offerta economica della cifra di 44€ nette in media, da parte dei rappresentanti dei cittadini in divisa che hanno esplicitato le loro considerazioni in un comunicato stampa del 18 gennaio. Il contratto non viene rinnovato dal 2009 e alcune indennità sono ancora parametrate al 2002, pertanto la rivendicazione di provvedere ad una rivisitazione della retribuzione quanto quella di finanziare la parte normativa del contratto, oggi carente e anacronistica rispetto ad altre categorie di lavoratori, trova una piena legittimità e richiede un atteggiamento di maggiore disponibilità al confronto da parte del Governo.

Altrettanto motivata è la richiesta dell’attuazione del ruolo negoziale riconosciuto ai Co.Ce.r., dall’art. 19 legge 183/2010, in quanto, ad oggi, i rappresentanti con le stellette sono relegati a una semplice procedura di concertazione che non consente di rappresentare pienamente le esigenze del personale. In tale contesto, si ritiene utile l’adozione da parte del Governo di un atteggiamento complessivamente più disponibile nel ricercare la convergenza tra le parti sia nei termini della gestione del riconoscimento economico per il rinnovo del contratto, sia nell’ipotizzare una coda contrattuale successiva al fine di dare riscontro alle richieste di aggiornamento della parte normativa sia, infine, dell’impegno di finalizzare la riforma degli organi di rappresentanza del personale militare al fine di conferire il compiuto e riconosciuto ruolo negoziale.

(25 gennaio 2018)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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